L'EDUCAZIONE VISIONARIA

Di Carla Ribichini

L’educazione non è una scienza esatta, non è una professione facile, né programmabile e il progetto di Educazione visionaria nasce dalla forte volontà di voler trovare risposte e soluzioni a problemi mai del tutto risolti. E’ un progetto semplice che però vuole rompere alcuni vecchi schemi. A scuola si ha il polso esatto del tessuto sociale e il tessuto sociale è chiaramente ammalato; nei tempi difficili che stiamo vivendo ci rendiamo conto che tutti i linguaggi devono essere rinnovati, ma quello che riveste carattere di maggiore urgenza è il linguaggio dell’educazione. L’educazione, infatti, è la struttura portante della società ed esercita un grande potere sulle esistenze lasciando dietro di sé cambiamenti importanti; è l’unica grande opportunità di crescita che abbiamo, offre gli strumenti necessari per realizzare un mondo più umano e si traduce sempre come impegno per il mondo. Ogni progetto educativo è un progetto politico, nel senso più nobile del termine, perché contribuisce alla costruzione della collettività. L’educatore, ogni giorno, sperimenta un mondo dove tutto può essere possibile, coltiva pensieri di speranza e fiducia, è l’unico professionista che ancora crede nella capacità evolutiva dell’uomo, la sua visione del mondo va oltre il disordine, il pessimismo e la rassegnazione dei tempi; la sua visione si basa sulla ricchezza della natura umana e sulla bellezza del potenziale umano; suo obiettivo è quello di far crescere la persona rendendola consapevole della sua realtà totale e capace di diventare ciò che realmente è. In questo senso l’educazione è atto eroico e speranza per l’umanità intera. L’uomo contiene in sé ogni aspetto della realtà: contiene l’essenza dell’arte, della spiritualità, della scienza, della filosofia, e poiché non può esserci arte, spiritualità, scienza e filosofia separata dalla vita, l’educazione porta tutto in equilibrio, armonizza e coltiva nel modo giusto talenti, capacità e potenzialità. Senza conoscere chi siamo non c’è crescita né evoluzione e poiché l’evoluzione altro non è che evoluzione del pensiero e della coscienza, l’educazione visionaria rinnova l’idealismo interiore, risveglia le coscienze e dà voce a tutte le dimensioni dell’essere, anche a quelle apparentemente nascoste: dalla dimensione razionale-cognitiva a quella etica, estetica, spirituale, affettiva-emotiva-relazionale. Fede in sé e speranza, coraggio, determinazione, volontà e tenacia, tenerezza, passione ed entusiasmo sono alcune delle risorse di questa realtà interiore e cambiano completamente la vita. Farne esperienza e sperimentare se stessi come esseri umani globali, imparare l’autostima e l’autoefficacia, fare buon uso di pensieri e parole ed esserne responsabili, conoscere i propri talenti e attivarli, rende libero l’ uomo e un uomo libero può davvero cambiare gli eventi, raggiungere l’umana eccellenza e rappresentare una ricchezza non solo per il mondo della scuola, dall’infanzia all’università, ma per l’umanità intera. L’educazione visionaria crede in qualcosa di grande, insegna la pienezza della vita, al di là di imperfezioni e difficoltà e fa evolvere l’essere umano.
IL CORAGGIO DELL’EDUCAZIONE Se vogliamo conoscere la vita e dare una mano a riequilibrare il mondo, se vogliamo partecipare alla costruzione di un mondo migliore è necessario trovare il coraggio di ricordare chi siamo e conoscere il potere autentico dell’essere umano: capire che l’energia dei suoi pensieri, delle sue passioni e aspirazioni più profonde trascende le leggi fisiche crea implicazioni vaste e appassionanti; capire che la coscienza agisce sulla materia e la modifica spinge a trovare il coraggio di scegliere nuovi punti di vista. Non è sicuramente facile, ma bisogna scegliere, non si può più stare a guardare, prima o poi arriva il momento del risveglio e non c’è nessun’altra salvezza che rendersi conto della propria dimensione interiore. Educare a questa dimensione è sicuramente una strada lunga, ma l’unica percorribile. Abbiamo mai pensato di vedere l’evoluzione dell’uomo in questa nostra vita? Lavorare con i ragazzi, imparare a osservarli e ascoltarli con amore, oltre la loro fragilità e paura, permette di percepire con chiarezza gli elementi di una vera e propria evoluzione e rivoluzione in atto: la saggezza di un cuore profondo, la limpidezza e la forza del pensiero, il ritmo vivace delle emozioni, la ricerca di una vita integra e la volontà di creare un mondo più umano. Nei ragazzi c’è un chiaro risveglio di Spiritualità, le loro parole indicano nuovi potenziali e nuova dignità, le loro energie, se guidate, cambieranno la realtà della nostra terra e daranno un senso al caos in cui si dibatte l’umanità. A scuola sperimentiamo continuamente questa scienza interiore e ci rendiamo conto che l’umanità è pronta a scrivere nuovi capitoli della sua storia. La vita si evolve, è un processo inevitabile, niente e nessuno può bloccare l’evoluzione e tutti gli uomini sono chiamati all’ascesa; ciò che ci sta difronte è semplicemente la capacità di liberare il nostro potenziale umano e divino, sperimentare che c’è molto di più da vivere, recuperare la nostra sovranità e cambiare la sostanza stessa della nostra esistenza. Limitarci a dire che vogliamo una realtà nuova non basta, dobbiamo diventare creatori e realizzare interiormente quella realtà che desideriamo perché quando qualcosa cambia dentro i cambiamenti si realizzano anche fuori. L’Educazione visionaria si impegna nel compito di venerare la vita e si mette a sua disposizione: l’incontra, l’ accoglie, l’ ascolta, la vive e la sostiene; gli effetti di questa visione che, in modo semplice e fiducioso nasce dal cuore, sono davvero sorprendenti, sorprendono anche l’educatore più visionario. La Visione è uno stato di apertura totale e fiducia assoluta, è l’allineamento creativo di tutte le energie dell’essere umano; stare in questa visione allontana tutto ciò che non serve ( paura dubbio inquietudine)e porta in essere solo il senso e l’essenza.
L’EDUCATORE, UNA COSCIENZA CHE NUTRE L’ALTRA. “Ho spezzato il mio corpo come se fosse pane e l’ho distribuito agli uomini. Perché no? Erano così affamati e da tanto tempo” dal Diario di Etty Hillesum. Al di là della nostra vita, come dice Etty, c’è il tessuto della vita e il compimento personale di ognuno concorre a un progetto più grande che va oltre l’individuo e si colloca in una visione universale. C’è qualcosa che nessuno più insegna, ma non si può dimenticare che la visione dell’educatore desta e libera la visione dell’educando e che la sua ricerca incessante di coscienza cambia la sostanza dell’intera umanità. Le parole che seguono raccontano l’infinito e la grande umanità dei ragazzi.


Soffio
Il dolce soffio del vento estivo è un tappeto magico, mi sostiene nella via della vita.
Il suo profumo di agrumi mi protegge da ogni cattivo odore.
Il suo sapore di rugiada mi riempie di gioia.
Quel soffio che ad ogni battito del mio cuore mi sfiora il viso è la mia essenza.
E’ la mia rosa dei venti, mi indica l’est e l’ovest del mio cuore e mi orienta.
Antonio

Se fossi soffio
Se fossi soffio rilasserei le anime inquiete,
Se fossi soffio addormenterei i bambini soli e stanchi,
Se fossi soffio lascerei un dubbio nel cuore degli uomini.
Federico

Cos’è la vita dell’uomo se non può più ascoltare i discorsi delle rane attorno a uno stagno di notte?
L’uomo è troppo impegnato e va di corsa, se gli parli del profumo del vento ti risponde che devi crescere, non sei più un bambino.
Come sarebbe triste e noiosa la vita senza poter origliare i pettegolezzi delle rane attorno a uno stagno!
Senza poter sentire la dolce melodia del vento sulla superficie del lago, mille violini incantati!
Il profumo del vento è un misto di odori di tutto il mondo, sembra volermi raccontare tutti i suoi viaggi.
Percepisco le spezie di un mercato orientale e le brezze fredde del nord.
Mi chiedo: “Perché gli uomini non riescono a vedere al di là della ricchezza e del potere?
Perché non si accorgono della bellezza della natura e vorrebbero solo comprarla?”
Vittoria

La sera La sera stanca si accascia su di sé,
si lamenta e con tono autorevole cala.
La sera diventa aria tra le mie mani
e insieme alle stelle popola il mondo.
Matteo

Tutti noi abbiamo una doppia cittadinanza, il nuovo mondo si va facendo con le nostre esistenze, con i nostri sogni e la nostra consapevolezza. Ognuno di noi con il suo appezzamento di terra interiore lavora per creare la terra che verrà e un giorno sarà una terra unica. Ognuno di noi è diviso in due parti, una parte vive nella madrepatria, l’altra nel mondo. Avere una doppia cittadinanza significa avere una lunga catena che lega ognuno di noi all’altro, ad ogni continente, ad ogni mare e oceano. Lo vedo l’uomo della nuova terra, è alto e bello, ha le caratteristiche dei vari popoli, è uguale agli altri, ma anche così diverso. Ha la pelle color latte, gli occhi a mandorla, i capelli scuri come il cioccolato fondente ed è pieno di anima. Nel nuovo mondo, ogni pensiero è un seme piantato nella terra e germoglierà. La speranza crescerà fino a raggiungere il cielo. Siamo cittadini di un’unica terra e siamo tutti pieni della nostra umana magia. Agnese

“E’ verso la verità che corriamo la mia penna ed io” Italo Calvino
A tutta velocità corriamo la mia compagna d’avventura ed io.
Arriverò in riva al mare e se la vita mi affida alla rabbia di una tempesta, la asseconderò e forse troverò un’imprevista sorpresa.
La verità si china per aiutare gli sconfitti, si sacrifica, e vuole essere ascoltata. Ed è li che corro veloce, come un cavallo imbizzarrito
Matteo

E sulle case il cielo
Il cielo copre i tetti e protegge le case.
Mi piace il cielo, è chiaro e lucente, mi perdo e sogno.
Mi piace il suo sapore, è croccante.
Mi piace il suo profumo, è di thè aromatico.
Mi piace il cielo, è semplice.
Vittoria

Nella poesia di questi ragazzi non c’è retorica, è una poesia visionaria attraverso la quale cercano quella vita in cui credono e che a loro manca.

I bambini dagli occhi di sole
Li ho visti i bambini dagli occhi solitari.
Portatori di una meravigliosa aurora.
Ho sentito l’eco dei loro passi nei corridoi del tempo.
Li ho visti
Camminano fra noi Sacerdoti della saggezza e della dolcezza.
Sono qui per mutare la sofferenza in gioia
Per cantare uno sconosciuto inno dell’anima
Aurobindo