Il Canto del Sole - Valter Casagrande

IL CULTO DEL SOLE E GLI ALBORI DELLE ILLUSIONI -  IL CANTO DEL SOLE

Il tuo sguardo, il tuo luminoso sorriso, il tuo caldo abbraccio, aprono tutte le porte alla vita, rischiarano gli orizzonti più cupi ridando colore alle assenze e voce alle essenze. Tu che osservi dall'alto il tuo frutto rimani con noi sena dubbi, senza una pausa voluta o un'esitazione impensata e tutto sarà, come sempre, soltanto certezza

Dall’alba della storia l’umanità ha fondato, sul potere creativo del sole, le sue culture, le sue credenze e le sue espressioni artistiche, dall’architettura alla letteratura, dalla filosofia alla religione, allo sport, al folklore, alla danza e alla musica. Variamente denominato, il sole era visto dalle culture antiche come il cuore di tutti i fenomeni, il simbolo della Verità, l’occhio della giustizia e dell’eguaglianza, la fonte della saggezza e della compassione, il guaritore delle malattie fisiche e spirituali e, soprattutto, la sorgente prima della vita, della fecondità, della crescita e dell’abbondanza. I nostri antenati associarono istintivamente il sole alla natura, invocandolo nelle feste agricole e nei riti della fertilità, mentre i grandi re e i conquistatori si identificarono con l’astro del giorno per assicurarsi la lealtà dei sudditi. La cultura del sole è dunque da sempre profondamente radicata nella vita di tutti i giorni. A partire dal 10.000 a.c. la storia è piena di graffiti o scritture che rappresentano il rispetto e l’adorazione verso il Sole. Per gli antichi il Sole doveva sembrare la prova tangibile dell'esistenza di una divinità, anzi il Sole doveva sembrare una divinità stessa, posta in lontananza, che guardava gli uomini dall'alto, non poteva essere guardato direttamente ed era visibilmente qualcosa di superiore e potente. Ogni giorno il Sole sorge, porta luce e calore salvando l’uomo dal freddo, dall’oscurità e dai predatori notturni nel buio della notte, regalando cioè la vita. Tutto questo per millenni ha reso il Sole l’oggetto più adorato di tutti i tempi. Nasce l'eliolatria..

GLI DEI DEL SOLE: UNA STORIA COMUNE

Horus è il Dio Sole dell’Egitto, risalente all’anno 3000 avanti Cristo. È la divinità del sole antropomorfa più importante, e la sua vita è una serie di mitologie allegoriche del movimento del Sole nel cielo. Horus è nato il 25 dicembre dalla vergine Isis-Meri, la sua nascita è stata accompagnata da una stella dell’est che i re seguirono per trovare il neonato salvatore e portagli dei doni. All'età di 12 anni era un prodigo insegnante adolescente, all’età di trenta anni egli fu battezzato da Anup e da quel momento iniziò il suo ministero. Horus aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui mentre compiva miracoli come la guarigione dei malati e il camminare sulle acque. Ad Horus venivano attribuiti nomi simbolici come "La verità", "La luce", "Il figlio eletto di Dio", "Il buon pastore", "L'Agnello di Dio" e molti altri. Dopo essere stato tradito da Typhon, Horus venne crocifisso, sepolto per tre giorni, dopodiché è risorto. Questa stessa struttura mitologica è stata ripresa da molte altre divinità successive. Mitra della Persia, 1400 a.c., è nato da una Vergine il 25 dicembre in una grotta, veniva chiamato "Il Salvatore", "Il Redentore", "Il Messia", "la via e la verità", ed il altri modi. Egli aveva 12 discepoli e compiva miracoli, la sua religione comprendeva il rito dell'Eucarestia, della benedizione e del battesimo. Dopo la sua morte venne sepolto per 3 giorni dopodiché è risorto. Il giorno sacro per il culto di Mitra era la domenica detto anche "Giorno del Signore", e la sua resurrezione veniva celebrata ogni anno nel giorno di Pasqua. Krishna dell'India, 1200 a.c., è nato da una vergine il 25 dicembre in una grotta con una stella dell’est che segnalava il suo arrivo, alla sua nascita ha ricevuto la visita di tre uomini saggi che gli hanno portato in dono delle spezie, è sopravvissuto ad un infanticidio da parte di un re, ha compiuto miracoli con i suoi discepoli e si è anche trasfigurato, fu crocifisso (alla sua morte il Sole si oscurò) e poi è risorto dopo tre giorni. Krishna ritornerà sulla terra per giudicare i morti. Attis della Frigia, 200 a.c., è nato da una vergine il 25 Dicembre, veniva chiamato "La Verità", "La Luce" ed in molti altri modi, fu crocifisso, sepolto e poi risorto dopo tre giorni. Per farla breve, ci sono dozzine di dei nati il 25 dicembre, per lo più da una vergine, che hanno effettuato miracoli, sono morti su croci/alberi/oggetti fatti di legno, poi sono risorti, e presentano tra loro delle somiglianze impressionanti. La domanda sorge spontanea: perché queste caratteristiche?

LE CARATTERISTICHE COMUNI DELLE DIVINITÀ DEL SOLE C’è un fenomeno molto interessante che si verifica nei giorni tra il solstizio d’inverno e il 25 dicembre: dal solstizio d’estate (Giugno) al solstizio d’inverno (21 dicembre) i giorni diventano sempre più corti e freddi e, dalla prospettiva del nostro emisfero, ovvero quello nord, il Sole appare muoversi verso sud e diventare più piccolo e debole, e quindi il Sole sembra quasi "morire". Il 22 dicembre la “morte” del Sole si realizza completamente quando cioè raggiunge il punto più basso nel cielo. La cosa particolare è questa: dal punto di vista visivo, il Sole smette di muoversi verso sud per 3 giorni. Durante questo periodo, il Sole rimane in prossimità della Croce del Sud (la costellazione di Crux), e dopo questo periodo di tre giorni, il Sole ricomincia a muoversi questa volta verso nord facendo presagire giorni più lunghi, più calore e primavera. Il Sole è, quindi, morto sulla croce. Muore per 3 giorni per poi risorgere e nascere di nuovo: da qui l'idea che è comune a tante divinità del Sole come Gesù. I popoli antichi vivevano con grande paura questo periodo e spesso trascorrevano questi tre giorni accendendo falò come per aiutare il sole a riprendere il suo cammino, a rinascere proprio come un sole " invincibile", come il "sol invictus". Il 25 Dicembre era quindi considerato " Il natale del sole

Sol invictus

Arriva il giorno più breve, più cupo, più buio e la notte non lascia speranze di un’evoluzione, di un ciclo vitale che torni a rianimare immagini spente e sbiadite. Il gelo dell’abbandono prevale su tutto, sul poco che resta ancora visibile ad occhi cerchiati di ghiaccio, alle pupille che strette scrutano il buio in una ricerca convulsa, strozzata nel fiato. Ti cercano, sole invincibile, e spiano ogni tuo movimento, ogni avanzata che riconquisti gli spazi perduti e restituisca il motivo di credere, ancora una volta, alla vita. E allora arriva la festa, antica come la terra calpestata dai padri, pagana come la linfa che sgorga dalle radici più lunghe, liberatoria come l’acqua di un fiume gelato che torna a scorrere verso le verdi vallate.

I PLAGI NELLE STORIE DELLE RELIGIONI

Tra le tantissime divinità che possiamo considerare come derivazioni dirette dell'elioiatria, ne esaminiamo due che sono quelle a noi più vicine perchè antecedenti e direttamente legate alla religione giudaico-cristiana. HORUS Il" personaggio" di Gesù, così come ci viene raccontato, è un ibrido letterario-astrologico, e più esplicitamente un plagio della figura del Dio Sole egiziano Horus. Dai geroglifici dei tempi egizi si vedono le immagini dell'Annunciazione, dell'Immacolata Concezione, della nascita e dell'adorazione di Horus Le correlazioni sono eclatanti: - Horus era nato dalla vergine Isis-Meri il 25 Dicembre in una grotta/mangiatoia con la sua nascita annunciata da una stella all’Est e con la presenza di tre saggi; Gesù era nato dalla vergine Maria il 25 Dicembre in una grotta/mangiatoia con la sua nascita annunciata da una stella all’Est e con la presenza di tre saggi. - Horus era la luce del mondo; Gesù era la luce del mondo. - Horus ha detto di essere la verità e la vita; Gesù ha detto di essere il cammino, la verità e la vita. - Horus era il buon pastore, l'Agnello di Dio, il figlio dell'uomo, il redentore; Gesù era il buon pastore, l'Agnello di Dio, il figlio dell'uomo, il redentore. - Horus era “il Pescatore” ed era associato col Pesce (“Ichthys”), l’Agnello ed il Leone; Gesù era “il Pescatore” ed era associato col Pesce, l’Agnello ed il Leone. - Horus era considerato il Salvatore dell'umanità, il dio-uomo, l'unto; Gesù era considerato il Salvatore dell'umanità, il dio-uomo, l'unto. - Horus è nato a Annu, il "posto del pane"; Gesu è nato a Bethleem, la "casa del pane". - Horus è identificato da una croce; Gesù è identificato da una croce. - Horus era figlio di una vergine, chiamata Isis o Mari, raffigurata spesso che porta in braccio Horus bambino; Gesù era il figlio di una vergine, chiamata Maria, raffigurata spesso che porta in braccio Gesù bambino. - Horus aveva un padre putativo chiamato Sab (Joseph), cioè Giuseppe; Gesù aveva un padre putativo chiamato Giuseppe. - Horus ebbe la sua nascita annunciata dagli angeli ai pastori; Gesù ebbe la sua nascita annunciata dagli angeli ai pastori. - Horus durante l'infanzia rischiò di morire perché Herut tentò di farlo uccidere, ma si salvò grazie all'avvertimento di Dio ai suoi genitori; Gesù durante l'infanzia rischiò di morire perché Erode tentò di farlo uccidere , ma si salvò grazie all'avvertimento di Dio ai suoi genitori. - Horus era il bambino che insegnava nel tempio; Gesù era il bambino che insegnava nel tempio. - Horus fece il rituale di passaggio all'età adulta a 12 anni; Gesù fece il rituale di passaggio all'età adulta a 12 anni. - Horus non lascia alcuna traccia scritta della sua vita tra i 12 ed i 30 anni; Gesù non lascia alcuna traccia scritta della sua vita tra i 12 ed i 30 anni. - Horus fu battezzato a 30 anni nel fiume Giordano da "Anup il Battista", che poi fu decapitato; Gesù fu battezzato a 30 anni nel fiume Giordano da "Giovanni il Battista", che poi fu decapitato. - Horus aveva 12 discepoli; Gesù aveva 12 discepoli. - Horus era la stella del mattino; Gesù era la stella del mattino. - Horus era il Krst; Gesù era il Cristo. - Horus fu tentato da Set sulla montagna; Gesù fu tentato da Satana sulla montagna. - Horus fece miracoli e guarigioni, esorcizzava i demoni e resuscitò El-Azarus dai morti; Gesù fece miracoli e guarigioni, esorcizzava i demoni e resuscitò Lazzaro dai morti. - Horus camminava sulle acque; Gesù camminava sulle acque. - Horus fu trasfigurato sul Monte; Gesù fu trasfigurato sul Monte. - Horus fu crocefisso tra due ladroni; Gesù fu crocefisso tra due ladroni. - Horus resuscitò dopo tre giorni e la resurrezione fu annunciata da donne; Gesù resuscitò dopo tre giorni e la resurrezione fu annunciata da donne. MITRA Mitra, il dio della Luce celeste, è una personificazione del Sole. Il suo culto, originario della Persia e dell'India, nel III secolo a.C. era già diffuso in Egitto. Quasi contemporaneamente al Cristianesimo, penetrò poi nell'Impero Romano, facendo numerosi proseliti con grande rapidità. Il punto di irraggiamento della religione di Mitra fu la Cilicia, patria di Paolo, dov'era penetrata quasi cent'anni prima di lui. Gli studiosi hanno accertato tutta una serie di corrispondenze fra la sua predicazione e i culti mitraici. Mitra discese dal cielo e si racconta che alla sua nascita fu adorato dai pastori, che gli recarono in dono le primizie dei greggi e dei frutti della terra. In seguito ascese in cielo, venne posto sul trono accanto al dio del Sole, cioè, divenne partecipe della sua onnipotenza, e infine fu parte di una Trinità. Si credeva, inoltre, che un giorno sarebbe tornato a resuscitare e a giudicare i morti. Più in dettaglio, Mitra e' stato partorito da una vergine il 25 Dicembre, fu considerato un grande predicatore itinerante ed un maestro, aveva 12 compagni o discepoli, ha fatto dei miracoli, è stato sepolto in una tomba, dopo tre giorni è risorto e l'evento della sua resurrezione veniva celebrato ogni anno. Mitra era chiamato il pastore di dio, la sua figura fu assimilata a quella del leone e dell'agnello, egli fu considerato come la via, la verità e la luce, il redentore, il salvatore, il messia. Mitra era il demiurgo fra cielo e terra, fra dio e l'umanità: era l'Uomo-dio, il Redentore del mondo e il Salvatore. Il giorno consacrato al dio del Sole era la Domenica, celebrato in modo particolare nel culto di Mitra come primo giorno della settimana, e in seguito definito «il giorno del Signore» dai cristiani, per i quali in origine tutti i giorni della settimana erano egualmente dedicati al Signore (la Domenica fu introdotta da Costantino con una legge del 321). Il giorno della nascita di Mitra, il giorno di nascita del Sole, era il 25 dicembre. La religione di Mitra era seguita da una comunità suddivisa in modo strettamente gerarchico, le cui propaggini si estendevano a tutto l'Impero Romano. Il capo si chiamava Padre dei padri, come il Sommo Sacerdote del culto di Attis . I Sacerdoti portavano spesso il titolo di «Padri» e i fedeli si chiamavano «Fratelli». La stessa struttura organizzativa del Vaticano e' costruita similmente a quella del papato di Mitra. La gerarchia cristiana e' del tutto identica a quella (ben più antica) della precedente versione mitraica. Il culto mitraico conosceva sette sacramenti. Il culto di Mitra possedeva un Battesimo, una Cresima e una Comunione consistente in pane e acqua o in un miscuglio d'acqua e di vino, celebrata, in memoria dell'ultima cena del Maestro coi suoi discepoli; le ostie erano poi contrassegnate da una croce. Tutti gli elementi del rituale cattolico, dall'ostia all'acqua santa, dall'altare alla liturgia sono presi direttamente dalle antiche religioni misteriche pagane, come quella di Mitra. Ai Sacerdoti spettava soprattutto la dispensazione dei Sacramenti e la celebrazione del servizio divino: la messa veniva celebrata quotidianamente, ma la più importante era quella domenicale: l'officiante pronunciava le sacre formule sul pane e sul vino, nei momenti particolarmente solenni si faceva squillare una campanella e in generale risuonavano lunghi canti accompagnati dalla musica. I seguaci di Mitra si richiamavano a una Rivelazione, ponevano un diluvio all'inizio della storia e un giudizio universale alla fine; non solo credevano nell'immortalità dell'anima, ma anche nella resurrezione della carne. Le istanze morali del culto di Mitra, il «Dio Giusto» e il «Dio Santo», non avevano nulla da invidiare a quelle dei cristiani: come i cristiani dovevano imitare il modello del loro padre celeste, allo stesso modo il fedele del vero, giusto e santo Mitra era tenuto a condurre una vita attivamente governata dalla morale. La sua religione, definita da precisi «comandamenti», perseguiva un rigoroso ideale di purezza; la castità e la temperanza erano annoverate fra le virtù più alte, e anche l'ascesi vi svolgeva un ruolo non secondario. Fra il III e il IV secolo la religione mitraica godette del medesimo prestigio del Cristianesimo: allora per numero di adepti e per influenza sembrò sul punto di superare il Cristianesimo, cui fu particolarmente sgradito. Come tutti gli altri culti, anche il Mitraicismo dovette poi soccombere al divieto degli imperatori cattolici: istigati dalla Chiesa, ancora nel IV secolo i suoi fedeli vennero perseguitati dai cristiani, i suoi templi saccheggiati, i suoi sacerdoti assassinati e sepolti nei sacrari rasi al suolo. A parere di molti studiosi la distruzione di questa religione ebbe successo proprio perché i cristiani innalzavano le proprie Chiese sulle rovine degli antichi luoghi di culto; infatti, secondo un'antica credenza, in questo modo la divinità precedente era per così dire resa impotente o addirittura annichilita.

LA VERA STORIA DI GESÙ

Ecco un riassunto delle ricerche storiche dettagliate fatte sulla vera storia di Gesù. Poiché il regno di Davide risultò di breve durata, Dio ne promise un altro imperituro per la cui conquista avrebbe designato un Messia o Cristo (unto dal Signore ) scelto tra i discendenti dello stesso Davide. Una parte degli ebrei, stanchi di aspettare il Messia promesso, decisero che questi fosse già comparso fra di loro. Siamo nel periodo delle Guerre Giudaiche quando il Messia era individuato tra i capi rivoluzionari che combattevano Roma. I suoi seguaci erano gli Esseni dei rotoli rinvenuti recentemente (1947) nelle grotte di Qumran ( mar morto). Questi praticavano il battesimo (Giovanni Battista), la comunione dei beni e vivevano secondo riti monastici sotto la guida dei Nazir o Nazirei (o Nazareni ). Fortemente contrastati dagli occupanti Romani, affrontavano con gioia il patibolo nella certezza di acquisire, come ricompensa dopo la morte, una vita eterna di beatitudine. Sono gli stessi martiri che la Chiesa, cancellando ogni riferimento al loro movimento rivoluzionario e comportamento protocristiano proprio degli Esseni, fece passare come martiri cristiani. Il movimento che portò alla nascita del Cristianesimo ebbe inizio verosimilmente alla fine delle guerre giudaiche con la distruzione di Gerusalemme (70 d.c.) in conseguenza della perdita di fiducia nel metodo rivoluzionario. Prevalse infatti fra gli Esseni la corrente religiosa gnostica che credeva in un Messia essenzialmente spirituale con apparenza umana disceso dal cielo non più come guerriero davidico, ma come Salvatore degli oppressi. Ben presto però la maggior parte degli Esseni, superando le dispute teologiche delle correnti gnostiche, decisero di dargli un corpo incarnato allo stesso modo delle divinità solari delle religioni misteriche e, come già queste (Horus, Mitra, Krishna,..) e allo stesso modo, lo fecero nascere da vergine alla stessa data del 25 dicembre (quando il sole riprende la sua corsa nello zodiaco dopo tre giorni di immobilità apparente seguiti al solstizio), morire in croce, risuscitare da morte nel periodo delle feste pasquali (rinascita primaverile della natura) e salire al cielo il terzo giorno per risiedere alla destra del Dio padre, ecc..ecc. La struttura organizzativa e i rituali, dall'ostia all'acqua santa, della nuova religione che andava diffondendosi verso Roma tra i pagani, restarono, con qualche adattamento, quelli del culto di Mitra che rappresentava all'epoca la religione maggiormente diffusa nella capitale e in tutto l'impero e, come già questa, ebbe i suoi vescovi o papi con in testa la "mitra" o "mitria". Il resto della storia è quello della costruzione dei falsi operata dai "Padri della Chiesa" per nascondere l'origine rivoluzionaria del Cristianesimo e farlo apparire come religione rivelata. CONCLUSIONI: LE ORIGINI DELLE ILLUSIONI L'origine delle religioni è dunque riconducibile all'Eliolatria, cioè l'adorazione del Sole, cui gran parte delle più importanti di esse, cristianesimo compreso, si rifanno in modo evidente. Ma tutto questo riguarda certamente solo la storia delle religioni e non i messaggi che le varie religioni trasmettono che sono il frutto dei tanti fattori storici, culturali e di sviluppo e sono soprattutto molto diversi tra loro. Perchè è certamente unica la storia dell'uomo, la storia dei suoi percorsi e delle sue scoperte, in un tragitto che coinvolge le domande fondamentali che lo accompagnano dall'inizio della ragione, delle capacità comprensive, delle motivazioni dell'essere. E, soprattutto quella ineluttabiltà che, per quanto possa essere accettata, non sarà mai superata. .. ...La morte, la fine di tutto, la temporaneità della vita sono concetti ai quali vanno trovate della risposte, delle soluzioni, delle immagini che ne consentano l'accettazione. Nasce l'illusione....

ILLUSIONE

Illusione, ubriachi la mente di chi coltiva speranze senza ritorno. Affondi amare radici nei cuori più semplici e superficiali. Bruci i sogni in apparenza più belli, ma labili e fuori dagli equilibri vitali.

Dal momento che la morte è inevitabile, qualsiasi tentativo di ignorare o evitare questo fondamentale aspetto connaturato alla vita ci condanna a una visione superficiale dell’esistenza stessa. Una chiara e corretta consapevolezza della natura della morte può farci vivere invece senza paura, con forza, chiarezza di propositi, e gioia. L’universo è un’entità vivente infinita, nella quale si ripetono incessantemente i cicli di vita e morte individuali. Noi stessi sperimentiamo questi cicli ogni giorno: dei circa 60 trilioni di cellule che compongono il nostro corpo, milioni ne muoiono e altrettanti si rinnovano attraverso il processo metabolico. La morte quindi è un aspetto necessario del processo vitale: rende possibile il rinnovamento e una nuova crescita. Dopo la morte, le nostre vite ritornano al vasto oceano della vita, proprio come una singola onda si alza e si abbassa nella vastità del mare. Attraverso la morte, gli elementi fisici del nostro corpo, così come la forza vitale fondamentale che sostiene l’esistenza individuale, ritornano e sono “rigenerati” nell’universo. Idealmente, la morte può essere intesa come un periodo di riposo o un sonno ristoratore che segue gli sforzi e le lotte di tutta la vita. Sicuramente, comunque, la morte è una trasformazione..la trasformazione in qualcosa che noi possiamo solo immaginare, sognare e, forse, rappresentare dandogli tutta la bellezza possibile con la forza del nostro desiderio.....della nostra illusione. Per concludere, e per un'analisi più vicina alle mie convinzioni più radicate, la morte è un opposto che, in una visione dialettica, costituisce elemento indispensabile di un unicum. Il giorno e la notte, il bene e il male, il rumore ed il silenzio, il tutto e il nulla sono aspetti inscindibili della stessa unità che possono esistere solo nella loro coesistenza o, meglio, nella loro alternanza. Se inequivocabilmente la morte esiste perchè esiste la vita è quindi altrettanto vero che la vita esiste perchè esiste... la morte.