Le Ombre in Rivolta

Corpo: 
La luce intorno era sempre complice. Albert Camus Forse il deserto non sogna più acqua di fiumi forse la pioggia non irriga spalti attivi nel caos forse l’arcobaleno avrà prestato colori alla primavera forse il cuore non conosce il profumo delle margherite forse il cieco della strada ha superato i vent’anni forse gli slanci subacquei si negano al piccolo sole forse non ha stabili ruote il pensiero immobile forse il frastuono è ribellione del silenzio (ora tace) forse tu ti lamenti, ma potrai sorridere coniglio forse la notte è la luce più limpida e lontana forse tu m’ami e io non ho capito i giusti segni forse il probabile è tutta la sua verità conosciuta forse i destini fatui non hanno registri preventivi forse il verde ha soltanto tenui gamme di sopravvivenza forse la memoria è un profeta domestico e fiero forse il vero sì è l’ambigua e ondosa perplessità forse noi siamo nati da una lucida foglia marcita forse è ancora una farfalla che alita l’estesa vita forse il viaggio di ogni ora è verso di un mistero forse i millenni avranno aperto il primo gioco… forse anche tu perdonerai i dilemmi del passato in ogni clima che si riscrive “nuovo” (e finisce)! Tu diventi, quindi, minuscolo universo, la ricchezza successiva alle illusioni a cui ci si affida, senza parole, puntando a un avvenire dove c’è l’impero, che intanto abbiamo incominciato ad abitare: bianca e bella signora della fine, e in te ascoltarci con sospetto e ineffabile attesa, osservando –in un riverbero celeste – quel Dio assorto che legge il nostro tempo di lotte e di piaceri dimenticati, descrivendo in più colpe ciò che l’anima ha fatto, e da quali muffe sospinti a questa muta irrealtà! Domenico Cara